l’ennesima presa in giro sul finanziamento ai partiti

26 LUGLIO 2013

via libera da parte dell’Ufficio di presidenza della Camera a 56,3 milioni di euro di rimborsi elettorali per l’anno 2013. La quota comprende le elezioni politiche, quelle regionali e l’ultima tranche delle Europee 2009. Solo il M5S ha rinunciato.

Ai partiti rappresentati alla Camera andranno 48 milioni 664 mila 725 euro così divisi:

  • €. 18.674.106 PDL
  • €. 18.074.559 PD
  • €.   5.479.071 LEGA NORD
  • €.   3.111.184 UDC
  • €.   1.351.895 Scelta civica;
  • €.   1.123.912 SEL;
  • €.      442.868 Fratelli d’Italia.

Il Movimento 5 stelle, che in Ufficio di presidenza ha votato contro al decisione di attribuire i rimborsi, ha rinunciato alla sua quota, non presentando la relativa richiesta, che per quanto riguarda le elezioni per la Camera del febbraio scorso sarebbe ammontata €.   4.189.991.

7 AGOSTO 2013

Deputati in ferie dal 10 agosto a Montecitorio. Rinviate così le misure sui contributi ai partiti.

Montecitorio si chiude il 10 agosto, e si riprende il 6 settembre, dopo 26 giorni. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha stabilito che il provvedimento sui contributi ai partiti,andrà in aula a partire dal 10 settembre.

12 SETTEMBRE 2013

slitta ancora il provvedimento…a quanto pare hanno qualche difficoltà a mettersi d’accordo….

Diciamoci la verità, non hanno nessuna intenzione di abolire il finanziamento, malgrado tutti gli italiani abbiano votato contro in un referendum popolare, forse molti di voi se lo sono dimenticati.

Questo è il problema, gli italiani hanno la memoria corta, molto corta, sono sicuro che la maggior parte non si ricorda che il finanziamento ai partiti era stato abolito tramite un referendum popolare.

Io sono stanco di essere preso in giro e spero anche voi.

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2 thoughts on “l’ennesima presa in giro sul finanziamento ai partiti

  1. elvioorg ha detto:

    LA PRESA IN GIRO CONTINUA

    Gli annunci del governo sono una cosa, la realtà è un’altra
    Il governo ha annunciato che il finanziamento ai partiti sarà abolito interamente a partire dal 2017. La realtà è ben diversa: i partiti continueranno a pesare sul contribuente, da 30 milioni a 60 milioni, poco meno di quanto costano ora. Il motivo è nascosto tra le pieghe della legge approvata dalla Camera il 18 ottobre e riproposta nel decreto legge del governo del 13 dicembre.

    Con la legislazione vigente, i partiti avevano diritto a un massimo di 91 milioni di euro all’ anno: 63,7 milioni come rimborso spese elettorali, e 27,3 milioni come cofinanziamento per quote associative ed erogazioni liberali ricevute. Inoltre, il 26 percento delle erogazioni liberali ai partiti erano detraibili dall’imposta dovuta.

    Le novità principali della legge

    1) elimina i rimborsi delle spese elettorali dal 2017 (li riduce del 25 percento ogni anno fino ad arrivare a zero nel 2017)
    2) innalza dal 26 al 37 percento la detrazione per le erogazioni liberali fino a 20.000 euro (la stragrande maggioranza)
    3) consente al contribuente di destinare a un partito il 2 per mille della propria imposta.

    L’ interpretazione universale è che, dal 2017, i partiti non prenderanno più un euro dallo Stato, e dovranno sopravvivere solo con contributi privati. Questa interpretazione è falsa: vediamo perché.

    Quanto riceveranno ora i partiti?

    La prima cosa da notare è che i soldi ricevuti dai partiti attraverso il 2 per mille non sono un regalo deciso da privati: sono a carico di tutti i contribuenti. Il motivo è che il 2 per mille è di fatto una detrazione al 100 percento dall’ imposta dovuta. Se lo stato raccoglieva 10.000 euro in tasse per pagare sanità e pensioni, e ora un contribuente destina 1 euro a un partito attraverso il 2 per mille, tutti i contribuenti nel loro complesso dovranno pagare 1 euro di tasse in più per continuare a pagare pensioni e sanità.

    L’ art. 12, comma 12 della legge autorizza una spesa massima per il 2 per mille ai partiti pari a 45 milioni dal 2017. E’ plausibile che venga toccato questo tetto? Gli iscritti totali ai partiti sono probabilmente circa 2 milioni (nel 2011 gli iscritti al PdL erano 1 milione, quelli al PD mezzo milione). Non tutti gli iscritti ai partiti pagano l’ Irpef, e non tutti sceglieranno il 2 per mille. Tuttavia, dall’ esperienza analoga dell’ 8 per mille sappiamo che, quando il costo è zero, una percentuale notevole dei contribuenti esercita la scelta. Una stima prudenziale suggerisce quindi che il gettito del 2 per mille potrebbe essere tra i 20 e i 30 milioni. (1)

    L’ art. 11 della legge, comma 9, prevede che le detrazioni per erogazioni liberali siano di circa 16 milioni a partire dal 2016. Si noti che la legge consente di detrarre anche il 75 percento (!) delle spese per partecipazioni a scuole o corsi di formazione politica.

    Nella colonna 1 della tabella sottostante assumo uno scenario prudenziale: le detrazioni saranno la metà del previsto, cioè solo 8 milioni, e il gettito del 2 per mille di 20 milioni. Il costo totale per il contribuente sarà di quasi 30 milioni.
    Nella colonna 2 assumo uno scenario intermedio: la previsione del governo sulle detrazioni, 16 milioni, è rispettata, e il gettito del 2 per mille è di 30 milioni. Il costo al contribuente è in questo caso è di circa 45 milioni.
    Nella colonna 3 assumo uno scenario normale: la previsione del governo sulle detrazioni, 16 milioni, è rispettata, e il gettito del 2 per mille è di 45 milioni. Il costo al contribuente è in questo caso è di circa 60 milioni!

    Il tetto massimo del 2 per mille

    C’ è poi un meccanismo molto complicato, ed egualmente insensato (e quasi certamente non compreso neanche da chi ha scritto e votato la legge). Per il comma 11 dell’ art. 11, se le detrazioni per elargizioni liberali sono inferiori a 16 milioni, la differenza verrà aggiunta al tetto di spesa per il 2 per mille. Quindi di fatto in questo caso il tetto massimo del 2 per mille può arrivare a 61 milioni invece di 45. Poiché non sappiamo come reagiranno i contribuenti alla opzione del 2 per mille, questo è un modo per assicurarsi che, se c’è molta richiesta per il 2 per mille e poche elargizioni liberali, la richiesta del 2 per mille non vada “sprecata” dal tetto di 45 milioni.

    Si noti infine che le detrazioni per erogazioni liberali sono pratica comune, ed esistono già anche in Italia. Ma i partiti si sono elargiti detrazioni quasi doppie di quelle consentite, per esempio, per le erogazioni a università e centri di ricerca (che sono al 19 anzichè al 37 percento). Inoltre questa legge, senza che questo sia stato notato da nessuno, innalza l’aliquota di detraibilità già presente nella legge Monti.

    Ed ancora pensano sempre e solo a loro stessi…..

  2. elvioorg ha detto:

    ancora un raggiro come tanti altri, lascio a tutti voi il giudizio, mi limito ad indicarvi alcuni informazioni a riguardo:

    – Ok della Camera, l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti Ë legge
    http://www.repubblica.it/politica/2014/02/20/news/ok_della_camera_l_abolizione_del_finanziamento_pubblico_ai_partiti_legge-79142478/

    – Finanziamento ai partiti, nella nuova legge spunta sanatoria per detrazioni irregolari
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/18/finanziamento-ai-partiti-dal-padre-del-porcellum-una-sanatoria-ai-partiti-per-le-detrazioni-irregolari/916567/

    – Finanziamento ai partiti, ora Ë il dl Ë legge. Protesta M5S: ìBugia n∞1 di Renziî
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/20/finanziamento-ai-partiti-oggi-il-voto-forza-italia-ritira-tutti-gli-emendamenti/888037/

    – Cosa cambia per il finanziamento pubblico ai partiti
    http://www.ilpost.it/2014/02/21/abolizione-finanziamento-pubblico-partiti/

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