Marketing e Politica

Arrivano gli acchiappafantasmi a Nerviano

Accessi a cunicoli sotterranei o cripte rimaste chiuse per decenni saranno la tematica del suo suggestivo intervento. Una serata insomma davvero da non perdere, carica di enigmi. Tra tanti misteri, però, c’è anche una certezza, ovvero la polemica scoppiata tra il “sacro” e il “profano”.

Nerviano, 19 settembre 2013 – Qualcuno in città ha voluto ironizzare: “Ma non è che, in tempi di crisi, il primo cittadino vuole censire i fantasmi per fargli poi pagare anche a loro le tasse?”. Il programma del convegno che si terrà domani sera, venerdì, a Nerviano, prevede infatti anche la presentazione di una ricerca in paese di spiriti e condotta da esperti “ghostusters”. L’appuntamento è fissato per le 21 nella sala Borgogne di piazza Manzoni. Al tavolo dei relatori ci sarà tra gli altri lo scrittore William Facchinetti Kerdudo, che parlerà di leggende e aneddoti paranormali di Milano.  A seguire Angelo Adam Cannella, presidente degli I.d.P. (Indagatori del paranormale) esporrà appunto i risultati di una sorta di “caccia ai fantasmi” effettuata nella notte tra il 7 e l’8 settembre, all’interno dell’ex convento degli Olivetani, attuale sede del Municipio di Nerviano. Terzo relatore della serata, voluta fortemente dall’assessorato alla Cultura, sarà Luigi Bavagnoli, presidente del “Team sperimentale esplorazione sotterranea” che si è occupato di condurre ricerche nella parte notoriamente meno conosciuta di Nerviano: il sottosuolo.

Accessi a cunicoli sotterranei o cripte rimaste chiuse per decenni saranno la tematica del suo suggestivo intervento. Una serata insomma davvero da non perdere, carica di enigmi. Tra tanti misteri, però, c’è anche una certezza, ovvero la polemica scoppiata tra il “sacro” e il “profano”: “Abbiamo saputo – scrive Cannella – che il parroco non ha condiviso il fatto che dentro la “sua” chiesa fossero entrate delle persone con il logo “Indagatori del paranormale”. Immediata la replica dello stesso don Luigi Re Cecconi: “ Ho solo esercitato il diritto di richiedere che chi entri nella chiesa che gestisco mi dica cosa faccia e non chieda il permesso per una visita per poi fare altro”.

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l’ennesima presa in giro sul finanziamento ai partiti

26 LUGLIO 2013

via libera da parte dell’Ufficio di presidenza della Camera a 56,3 milioni di euro di rimborsi elettorali per l’anno 2013. La quota comprende le elezioni politiche, quelle regionali e l’ultima tranche delle Europee 2009. Solo il M5S ha rinunciato.

Ai partiti rappresentati alla Camera andranno 48 milioni 664 mila 725 euro così divisi:

  • €. 18.674.106 PDL
  • €. 18.074.559 PD
  • €.   5.479.071 LEGA NORD
  • €.   3.111.184 UDC
  • €.   1.351.895 Scelta civica;
  • €.   1.123.912 SEL;
  • €.      442.868 Fratelli d’Italia.

Il Movimento 5 stelle, che in Ufficio di presidenza ha votato contro al decisione di attribuire i rimborsi, ha rinunciato alla sua quota, non presentando la relativa richiesta, che per quanto riguarda le elezioni per la Camera del febbraio scorso sarebbe ammontata €.   4.189.991.

7 AGOSTO 2013

Deputati in ferie dal 10 agosto a Montecitorio. Rinviate così le misure sui contributi ai partiti.

Montecitorio si chiude il 10 agosto, e si riprende il 6 settembre, dopo 26 giorni. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha stabilito che il provvedimento sui contributi ai partiti,andrà in aula a partire dal 10 settembre.

12 SETTEMBRE 2013

slitta ancora il provvedimento…a quanto pare hanno qualche difficoltà a mettersi d’accordo….

Diciamoci la verità, non hanno nessuna intenzione di abolire il finanziamento, malgrado tutti gli italiani abbiano votato contro in un referendum popolare, forse molti di voi se lo sono dimenticati.

Questo è il problema, gli italiani hanno la memoria corta, molto corta, sono sicuro che la maggior parte non si ricorda che il finanziamento ai partiti era stato abolito tramite un referendum popolare.

Io sono stanco di essere preso in giro e spero anche voi.

dal 1913 al 2013 impresa e popolo italiano sempre nelle stesse condizioni

A distanza di un secolo e dopo 2 guerre mondiali il sistema politico ancora commette gli stessi errori, se non peggio… riporto un discorso, fatto dopo la I guerra mondiale da Francesco Saverio Nitti riguardo alla situazione del paese (Francesco Saverio  Nitti 1868 -1953 è stato un economista, politico, presidente del consiglio e ministro).

«Nelle gravissime condizioni nelle quali si trova l’Italia, occorre, a mio avviso, un programma di vera ricostruzione, che necessariamente sarà assai complesso, molte essendo le riforme sociali indispensabili, e specialmente riguardo ai lavoratori della terra; ma pure nei provvedimenti necessari vi è una gradazione di urgenza, ed è mio fermo convincimento che due pericoli soprattutto minacciano ora la compagine dello Stato; il discredito del Parlamento e la disastrosa condizione della finanza.
«Il prestigio del Parlamento é profondamente scosso nella pubblica opinione per l’assenza assoluta di qualsiasi attività legislativa, avendo esso abdicato ai suoi poteri che da molto tempo vengono esertati dal governo sotto forma di decreti legge. A questo sistema incostituzionale, che toglie ogni serietà al lavoro legislativo, si deve rinunciare; e non solamente si deve ridare al Parlamento il pieno esercizio del potere legislativo, il controllo effettivo sulle pubbliche spese e sull’ordinamento dei pubblici servizi; ma gli si devono dare anche nella politica estera poteri eguali a quelli che gli spettano sulla politica interna e finanziaria, modificando l’art. 5 dello Statuto, e istituendo nei due rami del Parlamento commissioni permanenti di controllo sulla politica estera.
«È necessario inoltre che cessi la facoltà nel potere esecutivo di prorogare le sessioni del Parlamento, poiché tale illimitata facoltà pone il Parlamento in condizioni di vera dipendenza del governo.
«Quanto alla condizione della finanza dello Stato, per dimostrare l’imminente pericolo che le sovrasta, basta considerare che nei dodici mesi dell’esercizio in corso si avrà un disavanzo non inferiore a 18 miliardi, il quale si copre con debiti e in parte, pur troppo, con emissione di altra carta moneta. L’ultimo grande prestito ha dato, in denaro, 7 miliardi che bastano appena a coprire il disavanzo di cinque mesi.
«Mentre dal 1860 al 1914, in cinquantaquattro anni l’Italia ha fatto appena 14 miliardi di debiti, ora in un solo anno, a guerra finita, ne fa 18. Se non fosse mancato il controllo del Parlamento, ciò non sarebbe avvenuto.
«Così si cammina a gran passi verso il fallimento se non si dà, subito, un potente colpo di arresto alle spese, e se non si procurano, senza ritardo, così forti entrate al Tesoro, da escludere in modo assoluto ogni ulteriore aumento di circolazione cartacea, aumento che necessariamente importerebbe una nuova svalutazione della moneta, e quindi un ulteriore aumento del costo della vita.
«Per procurare al Tesoro questo forte aumento di entrata due mezzi principalmente si offrono: la revisione dei contratti stipulati dallo Stato durante e dopo la guerra, allo scopo di ricuperare quanto sia stato pagato al di là di una equa misura; e la rigida applicazione della imposta sul capitale.
«Questa imposta può dare grandi risultati se si riesce a colpire tutta la ricchezza mobiliare, poiché il contributo della proprietà fondiaria, come fu determinato con decreto legge, sarà molto limitato. Ora la ricchezza mobiliare sfuggirà in molta parte all’imposta se non si disporrà, immediatamente per legge, che tutti i titoli al portatore, di qualsiasi specie, azioni, obbligazioni, cartelle fondiarie, titoli di debito pubblico, ecc., debbano essere convertiti in titoli nominativi.
«Il valore complessivo dei titoli al portatore sale ad oltre 70 miliardi, i quali sfuggono ora per la maggior parte alla tassa sulle successioni e sfuggirebbero egualmente alla imposta sul capitale, e alla imposta progressiva sul reddito.
Quei 70 miliardi sono in buona parte concentrati nelle grandi fortune, le quali dovrebbero pagare il venti, il trenta, il quaranta e fino il cinquanta per cento, e quando si trattasse di patrimoni formati da profitti di guerra dovrebbero pagare aliquote ancora maggiori; è quindi evidente quanto grande sia il contributo che può averne il Tesoro; ciò però a patto che la nominatività dei titoli renda impossibile la frode.
«Il provvedimento é necessario alla finanza, ed è imposto da un’alta considerazione morale, per imprimere nelle masse popolari la sicurezza che gli oneri fiscali sono distribuiti con giustizia, e che non vi possono sfuggire appunto le maggiori ricchezze; ed è consigliato anche da considerazioni di giustizia regionale, in quanto quei 70 miliardi di titoli si trovano per la maggior parte nell’Alta Italia, e solo in piccola parte nel Mezzogiorno.
«Una giusta ripartizione degli oneri fiscali è condizione indispensabile per ottenere che il Paese li accetti ;
«Ho fiducia che gli uomini politici i quali hanno la responsabilità del governo, in tempi così difficili, sentiranno il dovere indeclinabile di rialzare il prestigio del Parlamento, restituendogli l’esercizio dei suoi poteri, e di evitare, con radicali e immediati provvedimenti, il fallimento dello Stato che travolgerebbe in una comune rovina tutte le classi sociali.»

Fonte:  Memoriale Giolitti

individualismo e business non vanno d’accordo

ho un amico che fa il gioielliere e pranza con bottiglie di champagne da 80 Euro cadauna, il fatto sconcertante non è che pranza bevendo champagne, ma che pensi che tutti lo facciano o possano farlo;

questo è esemplificativo di una situazione comune, tutti vivono nel loro ambito e ritengono che anche gli altri vivano allo stesso modo, questo errore è molto comune;

quando un individuo gode di benessere allora risulta individualista e pensa solo a se stesso, spesso la frase tipica di coloro che godono di buon salute economica e che leggono sui giornali di gente che perde il lavoro è “…hanno fatto bene a licenziare quei fannulloni se avessero lavorato prima…” non pensano mai che la cosa possa capitare anche a loro;

capita inoltre che individualismo si trasformi in superbia, siccome io ho un’ottima posizione e guadagno bene allora “…sono migliore degli altri, gli altri non lavorano e sono tutti incapaci e fannulloni…”, altra frase tipica che ho sentito spesso;

ma arriviamo al punto dell’argomento, individualismo -> superbia porta a bruciarsi in un mercato che si evolve ed è globale. Il cliente non è più obbligato a venire da te ma può trovare servizio migliore e di qualità a prezzo inferiore;

una piccola esperienza personale, sono andato dal gommista “di fiducia” per comprare n.4 gomme nuove per la mia auto, dopo un’attesa indefinita di circa 1 ora (con solo 1 altro cliente prima di me) mi ha preventivato un costo di Euro 140 a gomma, l’ho ringraziato dell’offerta e salutato, sono andato a casa ed in 30 secondi ho ordinato le stesse gomme via internet al costo di Euro 85 a gomma (sempre da un distributore di gomme italiano). Oltre al risparmi di Euro 55 a gomma ho risparmiato anche 59 minuti e 30 secondi del mio tempo.

oggi i gommisti sono una delle poche categorie che non risentono della crisi, ma atteggiamento di individualismo e quindi superbia li porterà (come per tutti è accaduto) a ricadere nell’errore tipico prima enunciato e quindi a “fallire miseramente”.

PS: non ho nessun problema con la categoria gommisti, questo è solo un esempio.